16^ stagione della Scuola per Genitori 2024-2025
L’IMPRONTA ECOLOGICA FAMILIARE: CONOSCERLA E RIDURLA INSIEME
dr.ssa Marta Avesani
Centro Civico “N. Tommasoli” – 27 marzo 2025
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RELAZIONE
Siamo così arrivati al termine anche di questa interessante stagione del progetto “Scuola per Genitori 2025” con 11 serate che speriamo siano state interessanti per i genitori che vi hanno partecipato.
Speriamo inoltre che alcuni degli spunti forniti dai nostri relatori di assoluto prestigio e competenza siano stati messi in pratica nelle famiglie, allo scopo di migliorare la relazione e creare quell’humus fondamentale per una crescita dei nostri giovani.
Una crescita che, nelle intenzioni, si dovrebbe definire sana, interiormente completa e improntata ai valori fondanti e inalienabili di ogni persona umana e di ogni civiltà che si rispetti.
Se il lavoro che fa la nostra associazione, sempre gratuito e mirato ad aiutare le famiglie nel gestire le mille problematiche quotidiane, è un lavoro gradito e proficuo, ce lo diranno le famiglie che ci seguono.
Ci aspettiamo da loro i necessari feedback, sia sul gradimento dei temi presentati che sull’efficacia delle informazioni fornite.
Quest’ultimo appuntamento è stato condotto con l’importante partecipazione dell’associazione VerSo (Verona Sostenibile) ed è stato dedicato all’impronta ecologica familiare.
Che cos’è l’impronta ecologica familiare?
Si tratta di un indicatore che riporta l’uso di risorse da parte di una famiglia rapportato alla misura del terreno necessario per produrre quei beni e per assorbire i rifiuti che vengono prodotti.
Quando l’uso di risorse supera la superficie di terreno disponibile, siamo entrati in un vicolo cieco, ossia stiamo consumando più di quanto il terreno può produrre e quindi stiamo “mangiando” le risorse che servirebbero alle generazioni future.
Tanto maggiore è la differenza fra i due indicatori, tanto prima raggiungiamo quello che viene definito “overshoot day”, ossia il giorno in cui abbiamo consumato le risorse disponibili per quest’anno e quindi stiamo utilizzando risorse destinate al futuro.
È come se – ci fa l’esempio la dr.ssa Avesani – ogni anno la famiglia prendesse il raccolto e destinasse il 50% alla semina successiva, mentre l’altro 50% lo vendesse al mercato.
In questo modo il ciclo si ripete all’infinito.
Ma se decidesse un bel giorno di vendere al mercato il 70% e lasciasse per la semina solo il 30%, prima o poi il campo non produrrebbe più grano.
Ebbene, proprio per queste ragioni, i Paesi sviluppati raggiungono l’“overshoot day” molto prima dei Paesi poveri, i quali ultimi consumano pochissime delle risorse a loro disposizione.
In questa classifica dei “cattivi”, il primo è Dubai, seguito dagli USA, mentre l’ultimo è il Ruanda.
Chiaramente, più precoce è l’“overshoot day” di un Paese, maggiore è il numero di “pianeti Terra” di cui quella società necessita.
Se diciamo che un Paese raggiunge l’“overshoot day” a fine febbraio, significa che esso avrebbe bisogno di sei pianeti Terra per pareggiare i suoi consumi.
Poiché la Terra è una sola, significa che sta attingendo a una riserva che serviva per gli anni a venire.
La dr.ssa Avesani ci ha quindi illustrato la “ciambella” dell’economista inglese Kate Raworth, che mette a confronto la disponibilità delle risorse con il loro utilizzo.
Fra le risorse vanno conteggiati anche servizi fondamentali per una civiltà moderna, come la giustizia e il mantenimento della democrazia.
Per quale motivo l’Uomo consuma più di quanto il suo pianeta gli può dare?
Secondo Hardin (1968), il motivo è che l’Uomo è fondamentalmente egoista e quindi l’unico modo per salvaguardare un bene è privatizzarlo.
Di diversa opinione era invece Elinor Ostrom (1980), prima donna ad essere insignita del Premio Nobel per l’economia.
La Ostrom riteneva che l’Uomo non sia intrinsecamente egoista, ma che la sua condotta dipenda molto dalla diffusione di valori sociali come:
- Condivisione di sentimenti comuni,
- Formazione di reti,
- Diffusione dell’attenzione per la cosa pubblica.
Quando questi valori sono diffusi, secondo la Ostrom, l’Uomo sa autodisciplinarsi e regolarsi nell’uso delle risorse.
Grazie alla dr.ssa Avesani, abbiamo poi fatto un gioco per capire, in base al nostro stile di vita (cibo, abitazione, trasporto), quale sia l’uso di risorse da parte della famiglia media italiana.
Se a fine febbraio abbiamo già consumato le risorse che dovevano bastare per un anno, significa che ci servono sei pianeti Terra.
Come frenare questo trend?
Secondo la dr.ssa Avesani, esistono molte soluzioni, e non richiedono sempre grandi investimenti.
Ecco alcune buone pratiche:
- D’inverno indossare un maglione e abbassare il riscaldamento di qualche grado.
- D’estate impostare l’aria condizionata a una temperatura accettabile, senza esagerare.
- Scegliere fornitori di energia rinnovabile (almeno 40%).
- Ridurre il consumo di carne.
- Usare meno l’auto, privilegiando mezzi pubblici o condivisi.
- Porsi domande prima di acquistare un mezzo di trasporto per i figli:
- È davvero necessario o è un capriccio?
- Può essere condiviso?
- La necessità è temporanea?
- È possibile acquistarlo usato?
- È un mezzo a basso impatto ambientale?
Il cambiamento parte da noi
Ogni volta che facciamo una scelta meno impattante per l’ambiente, contribuiamo a ridurre il consumo delle risorse del pianeta.
La dr.ssa Avesani ci ha fornito spunti concreti per salvaguardare il pianeta, che spesso coincidono anche con risparmi economici.
Basta un po’ di buona volontà, qualche piccola attenzione e il superamento di blocchi culturali come:
- “Ma chi se ne frega”
- “Inutile che lo faccio io, se gli altri non lo fanno”
- “Ma chi me lo fa fare”
Partiamo convinti: un granello di sabbia dopo l’altro, ce la faremo!
Purtroppo, la società del benessere non aiuta. Chi può permetterselo spesso ignora il costo ambientale delle proprie scelte.
Ma si può fare.
Un sentito grazie alla dr.ssa Avesani e all’associazione VerSo per questo importante momento di apprendimento.
Un grazie anche a tutti coloro che ci hanno seguito in questi mesi.
Arrivederci alla prossima stagione della “Scuola per Genitori”!
Cordiali saluti,
Ass. PROSPETTIVA FAMIGLIA
dott. Paolo STEFANO